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Vaginite: che cos’è la vaginite batterica, quali sono le cause, i sintomi e come curarla

La vaginite è definita come infiammazione della vagina e può portare a fastidi più o meno intensi in base alla causa. Ha diverse forme, ma tra quelle più diffuse c’è la vaginite batterica la cui incidenza è molto marcata nelle donne in età fertile e in quelle che sono incinte e quindi potrebbero soffrire di vaginite in gravidanza. In quest’ultimo caso deve essere curata per non interferire con il normale decorso della gestazione.

Le cause delle vaginite batterica

La vaginite batterica è provocata dall’eccessiva proliferazione di alcuni agenti già presenti nei genitali femminili. Tale squilibrio va a intaccare il normale livello di pH della vagina, che solitamente si mantiene su 4, 5. Nei casi in cui si instaura una vaginite batterica, questo livello tende ad aumentare. Gli studi condotti su questa patologia ancora non hanno tuttavia definito in modo univoco le cause, per quali si verifica questo squilibrio tra batteri “buoni” e “cattivi”. In genere ci sono una serie di con-cause che portano alla manifestarsi della vaginite batterica e riguardano alcuni comportamenti femminili. È stato provato che una donna che ha rapporti intimi con un nuovo partner o più partner sessuali è maggiormente esposta a questa infezione, anche se non si può affermare che un uomo possa contrarla.

Non esiste a tutt’oggi una patologia venerea maschile che sia eguagliabile alla vaginite batterica, ma è evidente che i rapporti sessuali non protetti ne favoriscono l’insorgenza nella donna. In tal senso, anche se è considerata una malattia a trasmissione sessuale, non è del tutto esatto affermarlo se non in relazione ai molteplici partner. La prevenzione passa dall’uso del preservativo, senza che sia necessaria una terapia farmacologica nell’uomo. La vaginite batterica è molto similie e presenta sostanzilamente gli stessi sintomi della vulvovaginite.

Per contro, anche una donna che non ha rapporti sessuali può contrarla, in quanto lo squilibrio batterico può dipendere da lavaggi troppo frequenti e con detergenti aggressivi. I ginecologi sono d’accordo nel consigliare di non abusare con l’igiene intima e soprattutto con lavande vaginali interne. La vagina è una zona del corpo che richiede una normale igiene e, anzi, bisognerebbe evitare detergenti troppo schiumosi e profumati sostituendoli con prodotti ecologici. Il pH vaginale può essere alterato anche dall’uso di contraccettivi come la spirale, che in qualche modo influisce sulla normale proliferazione batterica. Bisogna sfatare anche la credenza che le donna possa essere contagiata venendo a contatto con superfici come la tavoletta del water, la doccia della palestra o semplicemente gli indumenti o la biancheria come le lenzuola. Un’altra causa riguarda anche l’umidità della vagina, che deve essere sempre mantenuta a livello ottimale.
Dopo l’igiene, la doccia o il bagno è bene asciugare accuratamente la parte interessata per evitare dei ristagni, che provocano appunto una proliferazione batterica in ambienti caldo-umidi.

Quali sono i sintomi della vaginite batterica

Le varie di forme di vaginite hanno in comune un sintomo, che è quello delle secrezioni anomale. Nel caso della vaginite batterica le cosiddette perdite appaino schiumose, di colore chiaro o verdastro e con un cattivo odore. La consistenza può essere viscida fino ad assomigliare a quella della ricotta, quindi bianca e densa. Il cattivo odore, inoltre, aumenta soprattutto dopo i rapporti sessuali. La stessa cosa si verifica anche con la vaginite atrofica e micotica.

vaginite batterica

Altri sintomi riguardano un prurito più o meno intenso esterno, che va trattato con apposite applicazioni locali. Durante la minzione può comparire bruciore e la sensazione che la vescica non sia del tutto svuotata, oltre a un urente bisogno di andare in bagno anche se non è necessario. Per alcune donne la vaginite batterica è asintomatica e la sua diagnosi avviene per caso, magari durante una visita ginecologia e l’effettuazione di un tampone vaginale. Alcuni dei sintomi descritti sono in comune con la candida albicans, che può essere provocata da rapporti sessuali non protetti o un abuso di farmaci antibiotici, che possono intaccare la flora batterica vaginale, allo stesso modo delle terapie radianti per la cura dei tumori.

Come curare la vaginite batterica

La vaginite batterica di solito si cura con una terapia antibiotica. Come accennato non è il caso di abusarne, in quanto gli stessi farmaci possono alterare la flora vaginale e creare una sorta di circolo vizioso, con una serie di ricadute dalle quali è difficile uscire. Le donne che manifestano i sintomi sopra descritti dovrebbero sottoporsi a una visita ginecologia entro brevissimo tempo, durante la quale il medico potrebbe decidere di effettuare un tampone per accertarsi del tipo di ceppo batterico. E’ anche possibile attenuare i sintomi della vaginite grazie ad alcuni rimedi naturali per curare la vaginite.

Dopo averlo individuato prescriverà l’antibiotico che ritiene più adatto. I principi attivi che maggiormente vengono prescritti sono la clindamicina e il metrodinazolo, associato a creme per uso esterno e interno. A volte possono essere necessari degli ovuli, nel caso venga riscontata la candida o la candidosi. In quest’ultimo caso potrebbe essere necessario astenersi dai rapporti sessuali e comunicarlo al partner, che dovrebbe seguire a sua volta una terapia antibiotica.